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Gestione del tempo: tre consigli per migliorarla

In questo articolo ti parlerò di 3 punti chiave fondamentali per gestire il tuo tempo in maniera efficace e produttiva.

Quante volte ti ritrovi a vivere le giornate con una sensazione d’angoscia dovuta al pensiero costante di non avere abbastanza ore per fare tutto? Magari passi il tempo a cercare di incastrare nella tua testa i vari impegni ma non riesci a concretizzare tutto quello che vorresti.

Il risultato è ritrovarti la sera più stanco che mai e frustrato per non aver concluso nulla.

La soluzione non sta nel desiderare giornate di 48 o 72 ore, ma saper a gestire quelle 24 ore che tutti noi abbiamo a disposizione.

Devi imparare a:

  • Definire le tue priorità;
  • Evitare di spendere tempo ed energie in attività che non fanno crescere il tuo lavoro e non danno valore alla tua vita;
  • Pianificare per ottenere dei risultati;
  • Difenderti dalle distrazioni, che ti rubano tempo e ti allontanano dalla meta.

Viviamo in periodo storico complicato, dove ci viene richiesto di essere efficienti 24 ore al giorno 7 giorni su 7. La costante connessione con il mondo esterno ci obbliga a rispondere agli stimoli nel minor tempo possibile, pena l’essere considerato fuori dal mondo, non abbastanza capace o non interessante, perdendo quindi l’approvazione e il riconoscimento di chi ci circonda. Questo ci mette nella situazione di vivere le nostre giornate confondendo ciò che davvero è prioritario per noi, da ciò che invece il mondo esterno ci richiede.

1. Decidere le tue priorità

È fondamentale lavorare su questo primo punto chiave. Ti sei mai chiesto cosa conta davvero per te? Quali sono i valori fondamentali che ti guidano ogni giorno?

Ti faccio un esempio:
Se in cima alla scala delle tue priorità ci sono la famiglia e gli amici, perché sacrificare il tempo che potresti trascorrere con loro per lavorare di più e guadagnare più soldi? Ne vale la pena?
Al contrario, se la tua priorità è guadagnare 100.000€ l’anno, perché trascorrere ore sui social network alla ricerca di approvazione?
Non esiste una risposta giusta o sbagliata a queste domande, dipende dalla tua personale scala di valori.

Ricordati che avere chiare le tue priorità ti aiuterà a impostare le tue giornate, e di conseguenza la tua vita, in un percorso che abbia per te un valore e un senso. Che valga la pena di essere davvero vissuto.

Ti consiglio un piccolo esercizio

Un modo per capire se stai dedicando il giusto tempo alle tue priorità è domandarti, tutte le mattine prima di iniziare a lavorare: “se oggi riuscissi a portare a termine uno solo tra i miei impegni, quale mi farebbe sentire soddisfatto e mi permetterebbe di addormentarmi, a fine giornata, col sorriso?”

2. L’importanza della pianificazione

Una volta individuate le tue priorità non ti resta che passare al secondo punto chiave, ovvero la “pianificazione”. Affrontare le giornate lavorative a braccio, con una vaga idea delle cose che devi fare e senza alcun tipo di programmazione non ti aiuterà a raggiungere i tuoi obiettivi.

La mancanza di pianificazione è una delle cause della procrastinazione. Tutti abbiamo dei compiti importanti da portare a termine per progredire nel lavoro. Il problema è che spesso sembrano troppo impegnativi o lunghi, e finiamo per accantonarli a fine giornata, dando la precedenza a incombenze più facili e veloci. Ciò che ci spinge a comportarci in questo modo è collegato alle nostre emozioni, al disagio che avvertiamo quando ci troviamo di fronte alle difficoltà.

Ci sentiamo sopraffatti, soccombiamo a quella sensazione di oppressione e ansia al pensiero di dover fare tutte quelle cose e finiamo con lo scoraggiarci di fronte alla montagna che si erge di fronte agli occhi della nostra mente. E quindi, per evitare di sentire tutte questa sensazioni negative, riempiamo il tempo con attività superflue, illudendoci di essere produttivi.

Come pianificare correttamente

Se hai seguito correttamente l’esercizio precedente, e hai individuato le tue priorità, a questo punto sarai in grado di determinare i singoli passi da compiere. Concentrarti su piccoli compiti quotidiani, collegati al tuo obiettivo finale, ti permetterà di raggiungere il tuo scopo senza soccombere alla pressione e indietreggiare nella tua zona di confort.

Il primo passo per creare una pianificazione funzionale è quella di conoscere quanto tempo nei compiti necessari a progredire nel tuo lavoro.
Sai quanto minuti ti occorrono per rispondere ad una mail? A scrivere un articolo nel tuo blog, o per inviare le tue fatture al commercialista?

Se la risposta è negativa, il mio consiglio è di monitorare, nei prossimi 15 giorni, il tempo che impieghi a svolgere ogni attività lavorativa (puoi farlo aiutandoti con semplici tool come Clockify ).
Questo ti servirà a pianificare le tue giornate di lavoro. Ricorda che non esiste una pianificazione giusta o sbagliata, o una che vada bene per tutti. Devi trovare quella adatta alle tue priorità e ai tuoi bisogni. Pianificare ti aiuterà a non perdere tempo in attività superflue e ad essere più produttivo mentre lavori.

Creare una pianificazione dettagliata di tutti i compiti da svolgere quotidianamente, utilizzando la massima precisione e individuando i tempi necessari per portarli a termine, farà aumentare di molto la tua soddisfazione e produttività. E a garantirti qualche ora di tempo libero!

3. Imparare a gestire le distrazioni

A questo punto ciò di cui hai bisogno è il terzo punto chiave: “imparare a gestire le distrazioni”.

Oggi la fonte principale delle nostre distrazioni sono i social network. Deleteri per la nostra salute fisica e mentale, per la nostra produttività e per il nostro tempo, li usiamo per sfuggire alle emozioni negative.
Sono annoiato? guardo Facebook. Sono ansioso per una scadenza? Scrollo Instagram. Mi sento stanco e stressato? Mi rilasso al telefono.

Gli studi sulle neuroscienze hanno verificato come l’uso costante e massiccio del telefono incida sulla nostra corteccia prefrontale. L’area anteriore del cervello adibita alla forza di volontà, all’attenzione, alla concentrazione, alla capacità di gestire le emozioni e controllare gli impulsi.

Non è un caso che siano aumentati i disturbi di ansia e depressione in coloro che spendono più di due ore al giorno sui social network. Sembra che un uso eccessivo possa portare a disturbi del sonno, stanchezza e in generale a una mancanza di motivazione.

La lista degli effetti indesiderati dovuti all’uso eccessivo del telefono è lunga, ma non voglio né spaventarti né annoiarti. Quello che voglio farti capire è che spetta solo a te prenderti cura della tua salute fisica e mentale.

Come gestire le distrazioni?

Devi cambiare le tue convinzioni:  

  • Stare 1 ora sui social network non ti rilassa né ti fa staccare la spina. Anzi, i continui stimoli sollecitano il cervello abbassando le prestazioni celebrali.
  • Non avrai più clienti pubblicando 24 ore su 24 contenuti che non hanno una strategia comunicativa. Non conta la quantità, ma la qualità.

Capito questo, è il momento della consapevolezza: monitora quanto tempo utilizzi il tuo smartphone, utilizzando app come Qualitytime (per Android) o Moment (per IPhone). Quante cose potresti fare se utilizzassi questo tempo in maniera produttiva?

Avere davanti a te il numero di ore perse ti aiuterà a trovare la motivazione per silenziare il telefono quando lavori. A non controllare compulsivamente le app, e a disattivarne le notifiche.
Non sei convinto? Ti invito a farlo per una settimana, e poi commentare questo post scrivendo i risultati ottenuti: sono sicura che sarai il primo ad esserne sorpreso!

Un ultimo consiglio

Quando senti l’impulso di cedere, sbloccare il telefono e abbandonarti ai social network fatti questa domanda: “Quanto sarei disposto a pagare per guardare questo video, oppure leggere questo post o spulciare questo profilo?”
Se non saresti disposto a investirvi denaro, perché dovresti farlo con il tuo tempo, risorsa ancora più preziosa e limitata?

Concludendo

Se sei arrivato alla fine di questo articolo, ora non ti resta che mettere in pratica quanto hai imparato! Ti assicuro che riuscirai a gestire meglio il tuo tempo, ad essere più produttivo e a sentirti meno stressato.
Ciò che rende il cambiamento reale ed effettivo è solamente l’azione, quindi se vuoi davvero migliorare il tuo rapporto con il tempo, beh, dipende solo da te.

Acquisire informazioni e consapevolezza è sicuramente il primo passo fondamentale verso il cambiamento, ma solamente tu, con il tuo modo di agire, puoi renderlo effettivo e duraturo.”

saa

Ti faccio un grande in bocca al lupo e buon lavoro!

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Come smettere di procrastinare

Oggi parliamo di un argomento complesso, ma indubbiamente noto e conosciuto a tutti noi: la procrastinazione. In questo articolo analizzeremo i motivi che portano a procrastinare, le varie tipologie di procrastinatori e ti darò anche qualche consiglio rapido ed efficace per combattere questa fastidiosa abitudine.

Cosa si intende per procrastinazione?

In generale, quando parlo di procrastinare, mi riferisco a quella forza che ti obbliga a rimandare i tuoi doveri e le tue incombenze. Perché parlo di forza? Perché è un qualcosa a cui è difficile opporsi e che attrae irrimediabilmente verso altro. Altro che, in molti casi, è un giro su Facebook, un caffè, una telefonata poco importante ecc.

Perché procrastiniamo?

Arrivare a fine giornata senza aver concluso nulla, o quasi, rende insoddisfatti, frustrati e alimenta una sgradevole sensazione di ansia e preoccupazione. Sai che quanto hai rimandato non è svanito, anzi, si andrà a sommare alla pila di lavori non terminati. Per risolvere la situazione, dovrai lavorare il doppio o persino il triplo: ma allora perché, anche sai bene che è un atteggiamento dannoso, non puoi proprio farne a meno?

Per una mancanza di organizzazione e una cattiva gestione del tempo

Saltare da un compito all’altro, con la convinzione di essere “più produttivi e multitasking” non ti rende in realtà né più produttivo, né più efficiente. Questo perché il nostro cervello è tarato per cercare di risparmiare energia e risorse.

Cambiando continuamente l’oggetto della tua attenzione hai un grande dispendio di energia che a fine giornata:

  • Ti farà sentire esausto;
  • Non ti darà i risultati sperati. Anzi, probabilmente il tuo lavoro avrà bisogno di ulteriori modifiche e revisioni: il che significa altro tempo, altro sforzo mentale e un doppio, se non triplo, consumo di energia neurale.

Spesso essere multitasking vuol dire anche rimandare l’impegno più gravoso della giornata. Ti sarà certo capitato di dirti “risolvo prima i problemi minori, e poi mi concentro su quello che ha più bisogno della mia attenzione”. Ottimo ragionamento, certo, ma solo nella teoria. Nella pratica, e nella maggior parte dei casi, si finisce invece con il rimandare proprio il problema più importante per mancanza di tempo ed energie.

Il mio consiglio è quello di evitare il multitasking e concentrarti per prima cosa su quello che istintivamente vorresti rimandare: concludere la giornata con i lavori più rapidi, e che richiedono minor energia, sarà un ottimo modo per aumentare la tua soddisfazione personale.

Perché non sappiamo gestire la nostra parte emotiva

Abbiamo cioè la convinzione di dover essere nel giusto stato d’animo per poter affrontare determinati compiti: è un pensiero tanto comune, quanto sbagliato. Aspettare il giusto stato d’animo potrebbe significare aspettare per giorni, settimane o mesi. Agire secondo questa convinzione è in realtà solamente un modo per autogiustificarsi e non uscire dalla propria zona di confort.

Perché tendiamo all’evitamento

Siamo cioè predisposti ad evitare le nostre paure, a cercare di non affrontare quanto ci mette a disagio: il meccanismo che mettiamo in atto è proprio quello di rimandare.

Il problema di questo meccanismo è, come già detto, che rimandare non fa altro che aumentare la tua ansia e rischia di farti cadere in un brutto circolo vizioso. Più ti senti in ansia e più la tua ansia cresce, e più cresce, più portare a termine il compito che ti sei prefissato ti sembrerà impossibile. Più ti sembrerà impossibile, più continuerai a rimandarlo a causa dell’ansia che ti provoca la sola idea di affrontarlo. Questo genererà altra ansia, che ti causerà ansia e via di seguito. Insomma, il classico cane che si morde la coda.

Perché colleghiamo la nostra produttività all’autostima

Permettiamo alla nostra autostima di dipendere dal valore che diamo alle nostre capacità, collegandole al nostro valore personale. Essere in grado di fare o non fare qualcosa, non deve essere minimamente connesso al tuo valore come persona. Quando la tua mente crea questo collegamento sbagliato, fa nascere la tendenza ad evitare determinati compiti che, se non riuscissero, andrebbero ad impattare negativamente sull’immagine che hai di te e sulla tua autostima.

È un meccanismo da cui è bene allontanarsi, ed è importante capire che se non riesci in qualcosa non dipende da te come persona, ma dal fatto che non hai approfondito abbastanza un determinato argomento, o che il tuo impegno non è stato sufficiente.
Nulla a che vedere con il tipo di persona che sei e il valore che hai.

Perché abbiamo difficoltà a percepire il tempo futuro

Siamo bravissimi a vivere il presente, ma è invece estremamente difficile realizzare che la persona che siamo oggi sarà la stessa che ci sarà tra un anno, e che quello che fai oggi avrà delle dirette conseguenze sul “te” futuro. La tendenza a rimandare, a dire “poi si vedrà” è una sorta di autoinganno, un tentativo cioè di scaricare su altri le proprie responsabilità. Quello che è non immediatamente chiaro, in questo tipo di comportamento, è che l’altro sei tu. E sei sempre tu quello che dovrà trovare un modo per risolvere la situazione.

Procrastinazione e procrastinatori

Quelle che ti ho elencato sono le motivazioni più comuni che inducono a procrastinare, e possono essere mescolate e sovrapposte fra loro fino a creare delle tipologie di procrastinatore.

Te ne elencherò quattro, le più diffuse:

1. L’ansioso

Il procrastinatore ansioso ha paura di sbagliare e di essere giudicato negativamente. Tende quindi a rimandare il più possibile il momento in cui, secondo lui, le sue convinzioni diventeranno realtà e tutti si accorgeranno del suo scarso valore. Rimandando, ovviamente, non si ha alcuna soddisfazione, e persino la vaga sensazione di sollievo che si può provare è macchiata dalla consapevolezza che quel compito è stato solamente posticipato.

Consigli
Cosa può fare, quindi, un ansioso? Per prima cosa, deve capire che gli scenari catastrofici che immagina al 99% non accadranno nella realtà, e che l’unico modo che ha per scoprirlo è agire. Uscendo dalla propria zona di confort l’ansioso scoprirà che, nel 90% dei casi il risultato sarà migliore di quanto aveva immaginato.

2. Il perfezionista

Cioè chi organizza tutto con dovizia di particolari e dettagli, che alla fine aumentano e si moltiplicano fino a diventare ingestibili. Il perfezionista abbandona i suoi progetti proprio perché si rende conto di come siano in realtà diventati troppo complicati e irrealizzabili.

Consiglio
Il perfezionista deve capire che la perfezione non esiste, e che cercarla è un modo come un altro di accampare scuse per non terminare i propri progetti. Quello che deve fare è quindi scrollarsi di dosso tutte le sue convinzioni e cercare solamente di portare a termine il lavoro. Se non sarà perfetto, pazienza, l’importante è che sia fatto.

3. Il sognatore

È colui che ha mille progetti ma non ne realizza nessuno, troppo impegnato a rincorrere l’ultima idea.

Consiglio
Quello che deve fare un sognatore, per essere più concreto, è mettere nero su bianco i propri obiettivi. Creare un piano d’azione da seguire lo aiuterà ad avere un riscontro con la realtà, e a monitorare i suoi passi avanti.

4. L’adrenalinico

Incostante, tende alla noia e ad abbandonare i progetti che rischiano di trasformarsi in una routine. Il problema di questo tipo di procrastinatore è che mira alla soddisfazione immediata, e cioè alla scarica di adrenalina che questa gli provoca. Perché impegnarsi su progetti a lungo termine, se può essere soddisfatto immediatamente? Perché, nei processi a lungo termine, si attiva un neurotrasmettitore di dopamina che, una volta raggiunto l’obiettivo finale, provoca una fortissima sensazione di benessere. Ben più intensa della soddisfazione effimera data dall’adrenalina. Il nostro cervello, inoltre, si programmerà per farci sperimentare quella sensazione ogni volta metteremo in atto un meccanismo simile a quello attuato per i processi a lungo termine.

Consiglio
L’adrenalinico deve costantemente chiedersi come si sentirà quando arriverà all’obiettivo finale, e cercare di immaginare la soddisfazione che proverà in quel momento. Solo così potrà riuscire a proseguire nel suo percorso.

Come smettere di procrastinare?

Cerca di fare attenzione a queste tre cose:

  • La consapevolezza
    Essere consapevoli del perché si hanno certi atteggiamenti e del proprio comportamento è il primo passo per cambiare. Ma come fare? Facendoti delle domande. Chiediti: perché rimando sempre? Cosa rimando sempre? Quando rimando, cosa metto in atto? Che comportamenti ho per rimandare? Cerco scuse? Che scuse utilizzo? Ho delle paure? Quali sono queste paure?
  • La motivazione
    Per raggiugere i tuoi obiettivi hai bisogno di una motivazione. Il problema è che spesso questa viene offuscata dall’ansia e dalla paura. Che fare? Devi cercare di immaginare le sensazioni che avrai nel raggiungere il tuo obiettivo, dove sarai quando accadrà e quali vantaggi avrai. Visualizzando come ti sentirai innescherai il meccanismo della dopamina, necessario a darti la spinta adatta a proseguire.
  • Le tue convinzioni
    Cioè tutto quello in cui credi e che non riesci a mettere in discussione. Le tue credenze sono quelle che condizionano il tuo modo di comportarti, gestire le emozioni, ascoltarti e pensare. Cerca di immaginare quali sono quelle che ti bloccano, che non ti aiutano a portare avanti i tuoi progetti ed obiettivi. Una credenza tipica è il io sono fatto così, che non aiuta a progredire né migliorare, perché non ti consente di metterti in discussione o correggere i tuoi errori. Un’altra credenza molto comune è quella che lega l’autostima al valore personale, di cui ti ho già parlato all’inizio di questo articolo.

E tu, ti sei mai fermato a domandarti quanto i tuoi pensieri condizionino i tuoi comportamenti?

Il mio consiglio è quello di prenderti qualche minuto, ogni giorno, per farti delle domande: non preoccuparti, non devi trovare nessuna risposta. Quello che devi fare è unicamente porti interrogativi, basterà questo a aumentare la tua consapevolezza e migliorare il tuo modo di affrontare problemi e insicurezze.

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Come aumentare la propria produttività

Un vecchio detto afferma: “Il tempo è denaro”. Da un lato è vero, il nostro tempo ha un valore e attraverso il lavoro genera del denaro. A differenza del denaro, però, il tempo non si può moltiplicare.

Anche sapendolo, però, tendiamo a procrastinare perché la routine, la stanchezza e l’affollarsi di attività da svolgere ci immobilizza e ci stanca al punto di non riuscire a fare nulla. La produttività ne risente e anche la nostra vita personale.

Ogni giorno ripetiamo e lamentiamo di non aver abbastanza tempo per portare a termine tutte le nostre attività, ma se ci guardiamo intorno scopriamo che c’è chi riesce, e senza grandi difficoltà.

Come fanno queste persone ad essere così produttive? Semplicemente sanno come pianificare, ottimizzare e impiegare nel modo giusto il tempo a loro disposizione. Insomma, adottano un metodo perfetto per la gestione del loro tempo.


Come essere più produttivi?

La produttività è come un muscolo: va allenata costantemente e prima di trovare il giusto training da replicare devi provarne diversi. Devi scovare quello che fa per te, che non ti sfianca e al tempo stesso non ti lascia troppo tempo senza far nulla. Devi trovarne uno facile da attuare e che diventi parte di te e della tua routine.

Ci sono una serie di tecniche che possono aiutare ad aumentare la produttività facendo rendere di più le 24 ore che hai a disposizione. Per citarne alcune: la tecnica del pomodoro, quella dei 2 minuti, il metodo batching o il focus funnel. Il problema è che queste tecniche funzionano bene solo se sono inserite in una cornice organizzativa più ampia, in un quadro operativo ben delineato e ragionato, costruito sulle tue esigenze.

Ecco perché il primo e più efficace metodo per diventare un imprenditore più produttivo è quello di pianificare le tue giornate secondo i tuoi ritmi e le tue necessità, concedendoti anche degli spazi per te e la tua vita personale.

Ricorda: “se non è in calendario, allora non esiste”.

Cosa rende difficile aumentare la produttività

Forse anche tu, come molti, fai l’errore di prendere appuntamenti in ogni momento libero. Questo fa sì che le tue giornate si dividano fra attività diverse, magari anche in luoghi differenti.

Il risultato è che ti senti in affanno e non riesci a portare a termine tutte le attività, ritrovandoti a lavorare la sera dopo cena, rubando tempo al tuo riposo e ai tuoi affetti. Ti innervosisci e una chiamata fuori programma può metterti in crisi.

Ti riconosci in queste dinamiche? Credimi, ci siamo passati tutti.

Non avere una routine rende tutto molto dispersivo e rischia di farti letteralmente impazzire.

Le soluzioni che puoi adottare già da domani

La buona notizia è che se vuoi migliorare la gestione del tuo tempo, puoi iniziare già da domani.

Prendi la tua agenda (perché la usi un’agenda, vero?) e stabiliscici a priori le tue giornate lavorative e quelle di riposo. Poi suddividi il tuo lavoro in aree di attività e scegli le giornate specifiche da dedicare solo a quelle particolari mansioni.

Ad esempio:

  • Lunedì e giovedì: attività operative legate alla tua professione
  • Martedì: appuntamenti con clienti e fornitori
  • Mercoledì: comunicazione, social e blogpost
  • Venerdì: amministrazione e riunioni con i collaboratori

Ogni giorno, fissa due slot di tempo in cui rispondere alle email e fallo solo in quelle occasioni, disabilitando le notifiche e chiudendo il client di posta. L’ideale sarebbe farlo di prima mattina poi subito prima di ricominciare dopo la pausa pranzo.

Lascia anche un po’ di spazio per urgenze e imprevisti: se non dovessero presentarsi avrai più tempo da dedicare a qualcosa che ti piace o potrai dilatare i tempi delle attività già previste.

Questi sono i primi passi per iniziare a pianificare le tue settimane in modo sistematico, con il vantaggio che la tua produttività ne beneficerà fin da subito. Non è difficile, no?

Come la pianificazione aiuta la produttività

Quali sono i vantaggi di creare un accurato piano settimanale?

  • Mentre svolgi un’attività sei  più concentrato su quello che stai facendo, grazie al fatto che non devi pensare a come organizzare il resto della settimana.
  • Non perdi tempo inutilmente: se le fai tutte le attività simili nella stessa giornata la tua concentrazione ne gioverà, e tu sarai più veloce.
  • Stabilire delle regole precise educa i clienti e fa sì che sappiano cosa aspettarsi da te. Non solo: le regole ti servono per avere un piano a cui attenerti sul lavoro, senza rubare ore preziose alla vita personale.

Non sai da dove partire per strutturare la tua settimana e aumentare la produttività? Continua a leggere per scoprire i nostri consigli.

Produttività: lavoraci subito, non procrastinare!

La prima regala è quella di smettere di procrastinare. Rimandare è solo un dispetto che fai a te stesso, e che provoca una riduzione della tua serenità e del tuo tempo libero.
Prendi un carta e penna, segui i consigli che abbiamo stilato per te e inizia a costruire il tuo piano personalizzato.

Scrivi tutte le attività che svolgi in una settimana tipica. Se alcune non ti vengono in mente, tieni un pezzo di carta sempre a portata di mano e scrivile appena ti sovvengono. L’elenco ti sarà utile all’organizzazione successiva.

Raggruppa le attività in base alle loro somiglianze e al contesto in cui si realizzano: che condizioni ti servono per svolgere quel compito? Dove devi essere per farlo? Sono attività accorpabili senza grosse differenze e/o difficoltà?

Per ogni gruppo di attività, stabilisci quando preferiresti svolgerle, sia in termini di giorni che di orari.

Ad esempio se sei uno che la mattina non connette, non prendere appuntamenti con i clienti prima di pranzo. Se la tua produttività svanisce dopo metà pomeriggio, prevedi di fare lavori particolari di mattina. Se vuoi dedicare un giorno alla settimana alla tua famiglia o a un tuo hobby, non inserire nessuna attività al suo interno e non ammettere eccezioni.

Crea un documento che mostri tutto il piano settimanale, stampalo e appendilo vicino alla postazione di lavoro. Quando prendi appuntamenti non sgarrare: rispetta l’organizzazione che ti sei dato!

Concludendo

Siamo certi che questo sistema ti aiuterà a evitare gli sprechi di tempo, migliorare la concentrazione e aumentare la tua produttività: lo utilizziamo anche noi. Ricorda che sei tu a doverti impegnare per rispettarlo, e strutturalo in modo che sia davvero cucito su di te.  Mi raccomando, non barare: un po’ di flessibilità va bene, ma troppa ti farà ritornare nel caos e alla tendenza a procrastinare.