La trasformazione digitale nella piccole media impresa

trasformazione digitale

Perché mi piace parlare di trasformazione digitale nelle piccole e medie imprese?

Partiamo dal principio, dalle parole e dall’etimologia (che amo profondamente).

Trasformazione, come ci suggerisce questo unaparolaalgiorno.it:

dal latino: transformatio, da transformare, composto di trans oltre, al di là, e forma aspetto.

*Quello di trasformazione è un concetto comune, che però merita alcune osservazioni.

Infatti ha un connotato specifico, rispetto al generico cambiamento: l’etimo ci parla di una trasformazione che è mutamento nella forma, cioè nell’aspetto esteriore. Certamente la forma è qualcosa di fondamentale per l’identità di un oggetto, che quindi riesce mutata, ma nella trasformazione la sostanza non cambia; o meglio, può essere soggetta a variazioni – ricombinazioni, aggiunte, perdite – ma ci deve essere un nocciolo, un filo che pur nel cambiamento resta lo stesso. È quindi il caso della trasformazione dei riciclaggi, il caso delle esperienze che trasformano le persone, e della stessa trasformazione delle parole: materialmente o storicamente la trasformazione non descrive uno iato, ma una continuità – per quanto proteiforme e fantasmagorica possa essere.*

Digitale, altra parola costantemente utilizzata che riserva parecchie sorprese:

*dal latino digitus dito; nel significato tecnologico, è transitato attraverso l’inglese digit cifra numerica.

Una parola che sentiamo usare continuamente senza sapere perché. In che senso una macchina fotografica, una firma e cose del genere possono essere digitali? Parrebbe un sinonimo di ‘elettronico’: però ‘digitale’, propriamente, significa ‘relativo alle dita’ – pensiamo alle impronte digitali.

Il bandolo della matassa è da cercare nella lingua inglese: ‘digit’, infatti, ha il significato di ‘cifra numerica’, mutuato dal dito quale strumento primo con cui si conta. Il ‘digital’ allora diventa ciò che tratta, misura o elabora grandezze in forma numerica.*

Quindi in sostanza stiamo parlando di:

  • trasformare un qualcosa che abbia già “nocciolo”, un’identità più o meno definita;
  • avere a che fare con dei processi che riguardano il cambiamento;
  • parliamo di “dita”, quindi più in generale di mani e quindi con qualcosa di molto pratico;
  • parliamo di “digit” in quanto numeri, quindi misurabile, fattuale e concreto.

Guardando la mia evoluzione personale e professionale, la trasformazione (digitale) non poteva che essere un’ambito in cui riuscire ad esprimere il mio massimo potenziale, questo perché:

  • ho una personalità da architetto, visione sistemica, strategica, approccio pragmatico e orizzontale ;
  • mentalità orientata ai processi, alla reiterazione di comportamenti;
  • tra i valori il coraggio che mi permette di affrontare il cambiamento come opportunità, miglioramento costante e in maniera molto entusiasta;
  • approccio scientifico, basato il meno possibile su opinioni ed ego, bensì su numeri e informazioni e fatti;
  • passione per tutto quello che è software, tools e strumenti digitali (da CRM, a sistemi ERP, CSM oppure no code tools).

Un percorso di lavoro di 20 anni, durante i quali mi sono confrontato con il beta testing, il supporto clienti, con la vendita, con lo sviluppo di prodotto e infine con il marketing, sfocia oggi qui: aiutare le aziende e mettere ordine al caos trasformando i processi aziendali in processi digitali, sviluppando una strategia di crescita culturale e numerica.

Cos’è la trasformazione digitale

Quando parliamo di trasformazione digitale intendiamo il processo in cui sostituiamo i processi operativi, decisionali e di monitoraggio con delle alternative più recenti e per ovvie ragioni digitali.

Una tipologia di rivoluzione che non riguarda solo la tecnologia all’interno di un’azienda. che riguarda soprattutto la mentalità del management e dell’imprenditore e la cultura aziendale orientata alla strategia.

Attraverso la digital transformation aziendale si cambia in modo profondo la concezione che un lavoratore ha rispetto al proprio lavoro, rispetto al proprio modo di operare e rispetto al proprio modo di creare valore con un diverso impiego del proprio tempo e delle proprie energie.

Questo permette quindi di gestire processi aziendale in maniera più razionale, di riorganizzarli secondo criteri più oggettivi, di ridurre i rischi in fase di valutazione e di analisi e in generale di migliorare le performance in qualsiasi ambito.

Migliorare significa pertanto dare un maggior beneficio alle persone, siano essere all’interno dell’organizzazione siano invece intese come clienti o stakeholder.

Secondo il report condotto dal Capgemini Research Institute molte aziende, indipendentemente dal settore di appartenenza, stanno facendo grandi progressi per quanto riguarda la trasformazione digitale. La curva ha iniziato a salire maggiormente nella primavera del 2020 dovuto allo stato di emergenze che ha costretto molte aziende a una trasformazione rapida se volevano sperare nella sopravvivenza.

Sono molte le realtà che, una volta provato lo smart working e essersi convertiti alla vendita online, hanno continuato su questa strada e non si sono mai fermate.

Nonostante questa grande crescita, l’Italia rimane ancora uno dei paesi con il livello più basso di crescita in ambito di digitalizzazione rispetto al resto dell’Europa.

Come e da dove si parte

Essendoci un grande sviluppo per quanto riguarda la trasformazione digitale per le piccole e medie imprese è importante capire quali possono essere i migliori step per arrivare ad avere un’azienda che si basa su processi digitali nel miglior modo possibile.

Identifica i tuoi obiettivi

Questo è, come per tutte le strategie, il primo step da adottare anche nel momento in cui si decide di adottare delle nuove tecnologie nella propria azienda.

È importante che un’azienda sappia quali sono i suoi obiettivi e perché è importante intraprendere questa trasformazione dei processi aziendali.

In base all’obiettivo principale si potrà attuare la trasformazione migliore per il raggiungimento dei risultati prefissati.

Di seguito alcuni obiettivi più o meno complessi che ho gestito con alcuni clienti nel corso del tempo che possono aiutare a capire cosa si può ottenere:

  • impostare una strategia di vendita data driven grazie alla digitalizzazione del processo di vendita per un’azienda B2B;
  • implementare delle politiche di gestione dei clienti attraverso una strategia di CRM e dell’adozione di hubspot;
  • abbassare i costi di acquisizione dei clienti del 15% grazie all’implementazione di una strategia di digital marketing e dei tool necessari per iniziare a gestire gli insight e le KPI aziendali.

Studiare una strategia di adozione

La tecnologia si evolve e cambia alla velocità della luce e ciò che oggi è rivoluzione domani potrebbe essere la base di qualcosa di ancora più grande oppure qualcosa di completamente superato.

Per questo motivo è importante definire:

  • i nuovi processi, le modalità e gli strumenti di lavoro che si desiderano impostare per il raggiungimento degli obiettivi impostati;
  • creare un percorso a tappe che definisca un piano di adozione e di formazione per le persone che sono coinvolte;
  • creare un percorso di cultura aziendale al digitale che stimoli il cambiamento e la trasformazione;

L’architettura delle informazioni

Scegliere obiettivi raggiungibili e una strategia corretta per il raggiungimento è solo il primo passo della digital trasnformation. In base alla struttura aziendale e allo sviluppo dei processi sarà necessario e a mio avviso molto importante definire come creare un’asset fondamentale: l’architettura delle informazioni.

Le informazioni e i dati aziendali da raccogliere sono potenzialmente infiniti, ad esempio:

  • dati commerciali e di vendita;
  • dati legati al marketing e al mercato;
  • dati sulla produzione, tempistiche e di prodotto;

Informazioni che una volta organizzate permettono all’imprenditore di prendere decisioni più consapevoli e mirate a tutti i livelli.

L’importanza di un percorso agile

È importante che il percorso che viene scelto possa essere agile e facile da utilizzare per una trasformazione digitale in una piccola e media impresa. È essenziale, soprattutto all’inizio, che ci sia un percorso di gestione semplice e che tutte le infrastrutture aziendali vengano tenute sott’occhio e che l’esperienza utente sia flessibile e di semplice utilizzo.

Perché il trasformazione digitale nella piccola e media impresa

Partiamo da un semplice elenco puntato che dà una panoramica dei tanti vantaggi che la trasformazione digitale può portare in una piccola e media impresa.

  • Dati sempre chiari e trasparenti;
  • processi chiari e minor interdipendenza dalle persone;
  • raccolta dei dati che permettono analisi e valutazioni molto più data-driven;
  • azioni di marketing, di vendita e di gestione più semplici;
  • lavorando con i dati si può pianificare, fare strategie mirate e ridurre i rischi;
  • implementazione di strumenti di intelligenza artificiale per analisi e decision making.

La società si sta evolvendo a ritmi impressionanti ed è importante che le aziende stiano al passo con i tempi per riuscire a soddisfare i bisogno delle persone e di questi grandi cambiamenti.

Imparando a utilizzare al meglio le tecnologie e a sfruttare la trasformazione digitale si può essere sempre pronti e preparati al passaggio successivo. Saprai rispondere facilmente ai bisogno dei tuoi clienti, in maniera più immediata e ti potrai muovere più velocemente per i cambiamenti futuri.

Automatizzando i processi, questi risulteranno essere anche più veloci e potrai risparmiare molte tempo e risorse. Essendo più veloci i processi sarà possibile dare una migliore customer experience ai clienti che apprezzeranno attraverso esperienze positive di acquisto.

Di conseguenza velocità di esecuzione, di risposta e migliore esperienza di acquisto renderanno la tua azienda più funzionale ed efficiente.

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