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articolo Marketing

Posizionamento: perché la tua azienda dovrebbe averne uno chiaro

È attraverso il posizionamento che definiamo quali sono i nostri punti forza e anche di debolezza nel mercato nella quale voglia entrare. Da qui possiamo poi definire cosa ci rende diversi dai nostri competitor e riuscire a creare una strategia di marketing che ci permetta di “conquistare” i nostri clienti.

Cos’è il posizionamento

Il posizionamento, è stato pensato per la prima volta da Jack Trout nel 1969 all’interno del suo famoso libro: “Positioning, the battle for your mind” e successivamente è stato affinato da Al Ries definendolo come brand positioning e iniziando a farlo entrare nelle aziende.

Infine, il suo vero utilizzo all’interno delle strategie di marketing lo dobbiamo a Philip Kotler che lo identifica come uno dei principali pilastri delle strategie in azienda.

Nel suo libro “Principi di marketing” identifica il posizionamento come: “insieme di percezioni, impressioni e sensazioni relative al prodotto rispetto alle offerte della concorrenza”.

Possiamo quindi dire che il posizionamento è l’immagine del brand nella mente dei clienti, è quel legame che unisce il cliente all’azienda.

La mappa di posizionamento

Lo strumento che maggiormente viene utilizzo per interpretare il proprio brand o prodotto è la mappa di posizionamento. Questa permette di capire come i consumatori percepiscono il brand o i vari prodotti dell’azienda; in questo modo è più facile capire quali sono i vantagi e gli svantaggi rispetto ai concorrenti.

Questa mappa funziona attraverso una rappresentazione sugli assi cartesiani in cui vengono posizionate le variabili principali che spingono un potenziale cliente all’acquisto oltre ai prodotti o servizio della concorrenza.

In base al posizionamento dei brand o dei prodotti nei vari quadranti possiamo capire se siano in contrapposizione (nello stesso quadrante) o differenziazione (quadrante differente) con i nostri competitor.

Va specificato che questa mappa ha un piccolo limite, si possono utilizzare solamente due variabili per questo è importante utilizzare anche altri strumenti per capire il reale posizionamento della propria azienda.

Il posizionamento di brand e di prodotto

Perché è importante il posizionamento di brand in una strategia di marketing? Vediamo quali sono i punti principali:

  1. Differenziazione del mercato: è importante mostrare la propria unicità nel mercato, in questo modo creaiamo un vantaggio per i nostri potenziali clienti.
  2. Decisione d’acquisto più facile: questo si può avere definendo in modo chiaro il prodotto e quali benefici può trarne chi lo acquista. È importante dare ai propri cliente delle risposte alle loro domande.
  3. Valore percepito: non è importante fare la guerra dei prezzi con la concorrenza. È importante avere una posizione bene definita per mostrare l’alto valore del proprio prodotto. I clienti vorranno acqusitare il prodotto a prescindere dal prezzo.
  4. Trasmettere un messaggio chiaro: quando si capisce il proprio posizionamento è importante trasmetterlo in modo chiaro, con una visione concreta e utilizzando le giuste leve di marketing per differenziarsi dalla concorrenza.

Lo scopo di un buon posizionamento di brand è quello di far conoscere ai potenziali clienti i valori dell’azienda e tutte le sfaccettature che la contraddistinguono. Attraverso questa strategia di marketing si può creare una visione chiara nella mente del consumatore e l’azienda sarà sempre riconoscibile in modo immediato.

Perché è importante avere un buon posizionamento?

È importante avere un buon posizionamento perché ci aiuta a disntiguerci dalla concorrenza e mostrare ai nostri potenziali clienti la nostra value proposition.

Il posizionamento è quindi una leva della strategia di marketing che permette ai consumatori di riconoscere al primo sguardo il brand di determinati prodotti o servizi.

Vediamo un piccolo esempio: avete la necessità di creare una nuova email la prima cosa a cui pensate è il servizio Gmail di Google.

Il posizionamento quindi è importantissimo, non solo per i big del mercato, ma anche per le piccole e medie imprese. Aiuterà le aziende a non precare i propri budget e inidirizzarli verso gli strumenti di marketing più mirati e adatti alla propria strategia.

Alcuni esempi di posizionamento

TESLA

Parliamo di un brand molto conosciuto soprattutto per la persona al comando dell’azienda stessa Elon Musk. In pochissimi anni l’azienda è diventata il simbolo delle auto elettriche negli Stati Uniti e non solo. La sua crescita esponenziale è dovuta principalmente per il suo preciso posizionamento. Non stiamo parlando di una qualsiasi macchina elettrica, ma di un veicolo innovativo che superare le auto tradizionali per quanto rguarda velocità e accelerazione.

SATISPAY

Il payoff dell’azienda è #doitsmart “falla semplice”. Possiamo dire che l’azienda non è ancora un colosso ma è molto conosciuta dalle nuove generazioni e sta crescendo in modo molto veloce.

Stiamo parlando di un’azienda italiana che si posiziona nel mercato come sostituta ai pagamenti tradizionali, contanti e carta di credito. Simile a PayPal ma specializzata in un settore: i micropagamenti attraverso l’utilizzo dello smartphone.

A oggi viene utilizza molto, non solo dai privati, ma anche nelle grandi grandi catene di supermercati che aggiunto Satispay come metodo di pagamento.

COCA COLA

Come non parlare della bibita per eccelenza presente sul mercato da più di 100 anni. È diventata, con il suo posizionamento strategico, la bibita per ogni occasione, della famiglia che può essere bevuta in ogni momento.

È famosa, in Italia, per la sua comunicazione che richiama al sogno, il pranzo italiano della domenica o i celebri spot con la presenza di Babbo Natale.

AMAZON

Arriviamo al colosso dell’e-commerce, Amazon. Nella mente di tutto è immediatezza: “Bello quello, lo compro” e in meno di un minuto hai fatto il tuo ordine dall’app e, in circa un giorno, hai il prodotto direttamente a casa tua.

Amazon è appunto sinonimo di: consegna puntuale, spedizione veloce prezzo giusta e rispetta le sue promesse.

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articolo Mindset

Obiettivi e bucce di banane: l’importanza di sviluppare una mentalità imprenditoriale

Durante la diretta su Youtube del 6 aprile con Chiara Battaglioni, professional organizer e Fulvia Silvestri business coach abbiamo parlato dell’importanza di sviluppare una mentalità imprenditoriale, di obiettivi e di come non scivolare sulle bucce di banana.

Cos’è la mentalità imprenditoriale

Fulvia Silvestri dice: “Avere una buona mentalità imprenditoriale vuol dire saper inventare, saper creare”. Questo cosa vuol dire? Cos’è una mentalità imprenditoriale? Come si costruisce?

Possiamo definire la mentalità imprenditoriale come l’insieme delle idee e degli atteggiamenti che portano un imprenditore a creare ciò che la società vuole, senza però che questa sappia realmente cosa vuole, altrimenti non avrebbe bisogno di noi.

Vuol dire avere una mentalità votata alla creazione del valore mediante un processo di analisi, sperimentazione e creazione in grado di apprendere e restituire costantemente alle persone prodotti o servizi per i quali le persone sono disposte a darci qualcosa in cambio.

Una mentalità imprenditoriale la si allena con la disciplina utilizzando gli errori, come via per l’apprendimento costante.

Come definire una mentalità imprenditoriale?

Per definire una buona mentalità imprenditoriale è importante avere principalmente quattro cose gondamentali: consapevolezza, azione, conoscenza e un pizzico di pazzia.

Vediamole ora una a una.

Consapevolezza

Quando si è o si vuole diventare un imprenditore di successo è importante avere sempre le idee e sapere quali sono i propri obiettivi. Grazie al web il mondo dell’imprenditoria è sempre più veloce e sempre più pieno di opportunità.

Per avere una mentalità imprenditoriale non possiamo fermarci a creare la nostra azienda ma dobbiamo riuscire a raggiungere gli obiettivi essendo consapevoli di quello che possiamo fare.

Azione

Bisogna agire, bisogna fare qualcosa non bisogna fermarsi. Anche se le vostre idee non sono del tutto chiare è importante non aspettare che tutto sia perfetto perché si rischia che il progetto non parta mai, che non sia mai abbastanza.

Ricordatevi che per farlo partire il vostro progetto deve essere buono, con il tempo sarete sempre in grado di modificarlo e migliorarlo sempre di più!

Competenza specifica

Lo studio, il sapere e l’aggiornamento continuo sono alla base: ancora più importante è lo sviluppo delle proprie competenze specifiche, di quei talenti che in maniera più o meno consapevole da sempre fanno parte del tuo bagaglio che magari non hai sfruttato a dovere.

Ricerca, formazione e sviluppo costante sono quello che vi permetterà di rimanere nel mercato molto più a lungo dei vostri competitor.

Disciplina

La fortuna e la pazzia sono parte della storia di alcuni imprenditori, ma la narrazione che ne è stata fatta a volte è fuorviante, troppo poco spesso sono stati raccontati tutti gli anni di disciplina, costanza e metodo che sono stati messi in campo per far agevolare quel colpo di genio o di fortuna.

Salvo rari casi della storia l’eccellenza in termini di risultati si raggiunge con un’ottima strategia e con la ripetizione e la costanza, con la creazione di leve che permettano di agire con maggiore impatto sulla realtà e sull’ecosistema di creazione del valore.

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Innovazione

Come arredare il tuo ufficio con il business model canvas

Cosa vuol dire arredare? Beh, possiamo dire che ogni volta che ho lavorato con il business model canvas questo è entrato a far parte dell’arredamento degli uffici degli imprenditori e dell’azienda. Questo ha permesso di avere sempre chiaro e a portata di mano l’applicazione del modello e un suo più facile utilizzo.

Anche per esperienza personale posso assicurarti che ogni volta che viene applicato si può vedere una netta differenza tra il prima e il dopo, con l’applicazione del modello si vede nettamente la differenza nella definizione dell’azienda.

Cos’è il business model canvas

Il Business Model Canva non è altro che uno strumento strategico di business design che da la possibilità alle aziende di capire e successivamente mettere in luce il valore della propria impresa.

Si basa su un’analisi precisa e strategica delle varie aree che compongono l’azienda e come possono distinguersi dai competitor.

Possiamo definire il modello come una “board” in cui è possibile inserire tutte le informazioni e i dati che sono essenziali per l’azienda e che sono sempre da tenere sotto controllo.

Gli elementi principali che vengono analizzati all’interno del modello sono nove. Nove blocchi che aiutano a capire il valore principale dell’azienda e come applicare il proprio modello di business.

Vediamo quali sono i blocchi:

  1. Key partners: quali sono le collaborazioni o le partnership che possono essere rilevanti per l’attività?
  2. Key activities: quali sono le attività che costituisco il core business dell’azienda? Quali esprimono meglio la Value Proposition?
  3. Value Proposition: quale valore si vuole trasmettere ai propri clienti? Quale promessa vogliamo portare avanti?
  4. Customer relationship: come si crea e si mantiene la relazione con il cliente?
  5. Customer segments: a quali clienti si rivolge l’azienda?
  6. Key resources: quali sono le risorse principali? È importante indicare tutto quello che consente a un’azienda di svolgere la propria attività.
  7. Channels: quali sono i canali di vendita? Dove andiamo a contattare i nostri clienti?
  8. Cost structure: quali sono tutti i costi per portare avanti l’azienda?
  9. Revenue streams: quali sono i flussi in entrata? Quali sono i modelli di reddito?
Business model canvas

Business model canvas: perché tutte le micro e piccole azienda dovrebbe averne uno

Il Business Model Canvas è uno stumento completo e molto pratico da utilizzare. È un passaggio essenziale per le micro e piccole aziende in quanto fornisce una visione chiara del funzionamento del proprio modello di business e di come applicarlo al meglio per avere successo.

Possiamo dire che il BMC è importante per queste ragioni:

  • Si riesce a capire fino in fondo come è strutturato il modello di business. Lo schema di base è semplice e una volta compilato deve essere chiaro e comprensibile a tutti i dipendenti.
  • Attraverso il modello si possono creare nuovi modelli di business, si può capire se ci sono delle situazioni critiche e come poter “tappare i buchi”.
  • Possiamo capire come muoverci in modo preciso, non usando lo schema “abbiamo sempre fatto così” ma facendo ciò che realmente bisogna fare.

Cosa puoi ottenere con il business model canvas

L’obiettivo fondamentale del Business Model Canvas è quello di chiarire al 100% il modello di business di un’azienda, come questa crea valore per i propri clienti. Permette di avere una visione totale sull’impresa e di migliorare o implementare il modello di business attualmente applicato.

Attraverso il Business Model Canvas, le micro e piccole imprese possono capire l’intero funzionamento della propria azienda in modo chiaro e preciso in quando il modello si basa sul linguaggio visuale e, attraverso questo schema, è possibile allineare in modo rapido tutte le persone coinvolte e lavorare al meglio.

Alcuni esempi di business model canvas

Vediamo ora come alcune grandi aziende hanno applicato il Business Model Canvas alla propria impresa.

Airbnb

Parliamo di Airbnb che tutti noi conosciamo, una piattaforma che permette alle persone di trovare spazi da prendere in affitto per le proprie vacanze.

L’azienda è partita dalla definizione della clientela, indentificando due buyer personas: l’host (coloro che pubblicano nella piattaforma) e l’ospite (coloro che prendeno la casa in affitto).

La Value Proposition dell’aziende è quella di far guadagnare gli host dalla prenotazioni in piattaforma in modo molto semplice e in totale sicurezza.

È possibile trovare tutto lo studio completo su The Business Model Analyst.

Apple

Denis Oakley ha invece analizzato l’applicazione del Business Model Canvas della famosa azienda del Melafonino: Apple. I prodotti Apple nonostante siano dei prodotti che possiamo pensare di nicchia vengono proposti al pubblico di massa con delle specifiche segmentazioni all’interno.

La Value proposition dell’azienda si basa du tre valori principali:

  • Pensare diversamente, il famoso payoff “Think different”;
  • La tecnologia che funzione;
  • La tua privacy è al sicuro con noi.

Inoltre l’aziende ha deciso di suddividere i suoi prodotti in quattro gruppi differenti: dispositivi, servizi, sistemi operativi e accessori.

Potete consultare l’intero studio qui.

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articolo Business

Cos’è la unique selling proposition

La Unique Selling Proposition (USP) è la proposta unica di vendita. È il fattore principale che contraddistingue un’azienda da un’altra, cosa contraddistingue un prodotto/servizio rispetto alla concorrenza.

Si tratta attraverso poche parole e immagini di convincere il cliente finale a scegliere noi rispetto alla concorrenza.

Come si può ottenere una buona proposta unica di vendita?

Sono tre gli elementi essenziali di una buona proposta di vendita: perché? in che modo? quali benefici?

Ricordati che NON DEVI parlare di tecnicismi, la proposta di vendita deve dire chiaramente quali problemi essenziali del tuo cliente risolve. Solo tu puoi aiutarlo nel risolvere il suo problema, non ha bisogno di sapere quali sono i tecnicismi del tuo prodotto/servizio.

Devi capire a chi vuoi rivolgerti. A che nicchia di persone stai parlando? Devi essere convinto che solo tu puoi risolvere i loro problemi e bisogni. Fagli capire bene cosa offri e perché sei diverso dai tuoi competitor. Quando la tua Unique Selling Proposition sarà diversa da quella degli altri scegli lo slogan che più la rappresenta e inizia a costruire la tua comunicazione di successo.

Come si costruisce la Unique Selling Proposition?

Ok, ora sappiamo cos’è la Unique Selling Proposition e cosa deve contenere per essere efficace e unica ma, come si costruisce? Come si creano le fondamenta della nostra comunicazione, del nostro prodotto/servizio?

Analisi della situazione attuale e visualizzazione molto chiara di criticità

Il tuo obiettivo è quello di risolvere un problema o soddisfare un bisogno per questo è importante capire il contesto nella quale andrai a lavorare facendone un’analisi. Devi capire le esigenze, i desideri, le problematiche dei tuoi potenziali clienti; devi conoscere tutto di loro. Solo così potrai effettivamente capire cosa desiderano e come effettivamente risolvere il problema comune di una determinata nicchia di persone.

Per fare un’analisi è importante metterti nei panni dei tuoi clienti, conosocere le loro abitudini, le loro azioni e soprattutto ciò che desiderano.

Fagli delle domande, capisci il loro mondo, diventa come loro. Entrando nella loro realtà riuscirai a capire ciò di cui hanno realmente bisogno.

Creazione di scenari per innovare il proprio business e creare valore

Una volta che hai ottenuto un’analisi approfondita delle tue buyer personas e identificato i benefici del tuo prodotto/servizio cerca di stilare una lista e di collegare tutti i benefici che hai identificato a un valore che vuoi che venga riconosciuto riguardo al tuo prodotto.

È da questo che riuscirai a capire effettivamente come il tuo nuovo prodotto o servizio aiuterà il tuo cliente finale, come migliorerà la sua vita e quali saranno i benefici che ne ricaveranno dal suo acquisto.

Sperimentazione e capacità di innovazione per rispondere al mercato attuale

Per entrare nel mercato e rispondere a un bisogno è importante conoscere la concorrenza e quali sono i prodotti e servizi che gli altri offrono, quale proposta di valore stanno vendendo e come lo fanno. Identifica cosa manca alla loro offerta, sperimenta e proponi un servizio innovativo che vada a colmare questa mancanza. Sarà proprio questa innovazione che ti porterà a differenziarti.

Gli elementi di una proposta unica di valore efficace e alcuni esempi

Gli elementi essenziali di una proposta di vendita efficace sono tre:

  • Titolo: elemento più in evidenza, frase sintetica e dalla scopo “pubblicitario”. Da qui devono voler leggere anche il resto.
  • Sottotitolo: qui vengono spiegati meglio i dettagli della soluzione proposta. Quali problemi risolve? quali sono i vantaggi e i benefici? a chi si rivolge?
  • Visual: tutti gli elementi della tua proposta vengono identificati in un’immagine significativa.

Asana – Dedicati alle idee migliori, senza sforzi inutili

Asana fa capire subito ai suoi utenti quali benefici può trarre dall’iscriversi all’applicazione. Hai la possibilità di dedicarti a tutte le tue idee, senza perdere tempo e senza doverti sforzare inutilmente di organizzare tutto. Nel paragrafo sotto viene spiegato nel dettaglio di cosa di tratta e nell’immagine si vede come può funzionare il prodotto.

Too Good To Go – Salva delizioso cibo, a un prezzo super!

Il messaggio è chiaro e diretto per una tipologia di cliente che non ama gli sprechi e promuove la coscienza ambientale. È utilizzando l’app che puoi “salvare” il cibo che in caso contrario verrebbe gettato. Altro punto importante riguarda il prezzo, super.

Non sprechi il cibo, il servizio è comodo e puoi averlo a un prezzo davvero basso.

Netflix – Film, serie TV e tanto altro. Senza Limiti

Netflix propone un servizio streaming e ci mette di fronte a “un problema” che molti di noi riscontrano: ritrovarci davanti alla televisione a girare tutti i canali per poi guardare sempre le stesse identiche cose.

Quello che veramente fa gola all’utente è nel sottotitolo: “Guarda ciò che vuoi ovunque. Disdici quando vuoi.

Sei certo che non devi legarti a vita all’abbonamento e che ovunque tu vada puoi portare con te i tuoi programmi preferiti!

Affrontare lo sviluppo di un prodotto o servizio attraverso l’utilizzo della proposta di valore è un approccio metodologico fatto di ideazione, prototipazione, esecuzione e analisi. È un metodo scientifico ed efficace che scompone il problema in tante piccole fasi.

Perché è importante definire la propria unique selling proposition?

Attraverso la tua Unique Selling Proposition può far capire ai tuoi potenziali clienti perché il tuo prodotto o servizio è migliore rispetto a quello dei tuoi concorrenti, perché è diverso!

Quando definisci bene la tua proposta di vendita puoi portare al successo la tua azienda perché:

  • Sei diverso dalla concorrenza;
  • Aumenti la fidelizzione di chi è già un tuo cliente;
  • Sarà più facile vendere il tuo prodotto o servizio;
  • Di conseguenza riuscirai a incrementare le tue entrate.

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articolo Business

Costruisci il tuo business attorno alla proposta di valore

Parliamo di proposta di valore, questa grande parola dal significato spesso non ben compreso. Perché è importante dare valore e quali sono i benefici che i nostri clienti possono tratte da questa scelta?

Value proposition canvas: perché ogni micro e piccola azienda dovrebbe averne uno

Dopo aver realizzato il Business Model Canvas, nel 2014 Alexander Osterwalder, insieme ad altri teorici ha realizzato e messo a punto il Value Proposition Canvas.

È importante per trovare la proposta di valore e rispondere alla domanda:

Perché i nostri clienti dovrebbero scegliere il nostro prodotto/servizio?

Cos’è la proposta di valore

La proposta di valore non è altro che un insieme di benefici che un’azienda promette di poter fornire ai potenziali clienti. Da questi è necessario che chi acquista possa trarre soddisfazione e possa giustifica la cifra pagata per il prodotto/servizio.

Una Value Proposition solida deve fornire delle argomentazioni convincenti. Il cliente deve capire subito perché il tuo prodotto è migliore di un altro, non deve avere dubbi, deve scegliere te!

È importante mettere in evidenza quello che solo il tuo prodotto ha (o meglio capire come il tuo prodotto “lo fa meglio”).

Bisogna tenere in considerazione che la proposta di valore ha sempre un duplice aspetto: io azienda ti prometto qualcosa e tu cliente devi verificare questa mia promessa, per farlo deve esserci un feedback. Altrimenti, io azienda non saprò mai se la mia promessa è stata mantenuta.

Come utilizzare il value proposition canvas

Il Value Proposition Canvas è un modello che analizza come migliorare il valore di un prodotto o servizio. Si utilizza per definire una strategia comunicativa che sia efficace ma che, al tempo stesso, tenga in considerazione i benifici che il prodotto/servizio può portare ai potenziali clienti.

Il Value Proposition Canvas è un schema composto da diverse parti che deve essere compilato per poter essere analizzato correttamente.

Le due sezioni, contrapposte, sono:

  • Profilo del cliente;
  • Mappa del valore del prodotto.

Come si compila quindi lo schema? Bisogna partire da destra, cominciando a compilare il profilo del cliente e poi passare a sinistra nella parte che analizza il prodotto.L’obiettivo è quello di trovare una corrispondenza tra le due parti e confermare quindi la validità del modello.

È un modello che oltre ad analizzare varie peculiarità ti permette di individuare anche se sono presenti degli ambiti del prodotto/servizio che sono deboli e per cui è necessario intervenire per fortificarli.

Perché utilizzare il value proposition canvas

Perché utilizzare il Value Proposition Canvas? E quando viene utilizzato?

  • Quando stai pensando di implementare il tuo prodotto o servizio e vuoi ottimizzare il tempo;
  • Quando stai pensando di farti spazio in un nuovo mercato;
  • Quando vuoi aumentare il tuo target;
  • Quando hai avuto una nuova idea e vuoi capire quando e in quale mercato entrate.

Attraverso l’utilizzo di questo modello, come indica il suo inventore, Alex Osterwalder, il pensiero creativo e il brainstorming sono degli elementi molto validi per il business se vengono indirizzati in un percorso ben preciso. Questo si può fare applicando questo modello alle tue idee.

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Business podcast

Favolosa economia: il podcast per imparare le basi

Un podcast che ho ascoltato con grande piacere, davvero utile e stimolante per capire le dinamiche dell’economia o fare un ripasso dei concetti principali, con una narrazione semplice, chiara e divertente.

La descrizione del podcast recita:

LE FAVOLE CI INSEGNANO A SPENDERE MEGLIO
di Luciano Canova

realizzato in collaborazione con BPER Banca

L’economia è dai più vista come una scienza triste, ma è davvero così?

Favolosa economia vuole innanzitutto sgombrare il campo da questo malinteso, dimostrando che in realtà è una materia che riguarda la vita di tutti i giorni e le nostre abitudini più consuete. In questo podcast, il nostro economista atipico, ci svelerà alcuni semplici meccanismi economici che condizionano le nostre vite e sono alla base delle nostre scelte, attraverso storie che appartengono all’immaginario collettivo di tutti noi, in modo semplice e diretto, proprio come vorremmo che ce li spiegasse se ci incontrassimo a casa nostra! Con uno spoiler che è già una promessa: “E vissero tutti informati e contenti”!

Illustrazione di Pierdomenico Sirianni
Tema musica sigla Smokelab

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Produttività

Gestione del tempo: tre consigli per migliorarla

In questo articolo ti parlerò di 3 punti chiave fondamentali per gestire il tuo tempo in maniera efficace e produttiva.

Quante volte ti ritrovi a vivere le giornate con una sensazione d’angoscia dovuta al pensiero costante di non avere abbastanza ore per fare tutto? Magari passi il tempo a cercare di incastrare nella tua testa i vari impegni ma non riesci a concretizzare tutto quello che vorresti.

Il risultato è ritrovarti la sera più stanco che mai e frustrato per non aver concluso nulla.

La soluzione non sta nel desiderare giornate di 48 o 72 ore, ma saper a gestire quelle 24 ore che tutti noi abbiamo a disposizione.

Devi imparare a:

  • Definire le tue priorità;
  • Evitare di spendere tempo ed energie in attività che non fanno crescere il tuo lavoro e non danno valore alla tua vita;
  • Pianificare per ottenere dei risultati;
  • Difenderti dalle distrazioni, che ti rubano tempo e ti allontanano dalla meta.

Viviamo in periodo storico complicato, dove ci viene richiesto di essere efficienti 24 ore al giorno 7 giorni su 7. La costante connessione con il mondo esterno ci obbliga a rispondere agli stimoli nel minor tempo possibile, pena l’essere considerato fuori dal mondo, non abbastanza capace o non interessante, perdendo quindi l’approvazione e il riconoscimento di chi ci circonda. Questo ci mette nella situazione di vivere le nostre giornate confondendo ciò che davvero è prioritario per noi, da ciò che invece il mondo esterno ci richiede.

1. Decidere le tue priorità

È fondamentale lavorare su questo primo punto chiave. Ti sei mai chiesto cosa conta davvero per te? Quali sono i valori fondamentali che ti guidano ogni giorno?

Ti faccio un esempio:
Se in cima alla scala delle tue priorità ci sono la famiglia e gli amici, perché sacrificare il tempo che potresti trascorrere con loro per lavorare di più e guadagnare più soldi? Ne vale la pena?
Al contrario, se la tua priorità è guadagnare 100.000€ l’anno, perché trascorrere ore sui social network alla ricerca di approvazione?
Non esiste una risposta giusta o sbagliata a queste domande, dipende dalla tua personale scala di valori.

Ricordati che avere chiare le tue priorità ti aiuterà a impostare le tue giornate, e di conseguenza la tua vita, in un percorso che abbia per te un valore e un senso. Che valga la pena di essere davvero vissuto.

Ti consiglio un piccolo esercizio

Un modo per capire se stai dedicando il giusto tempo alle tue priorità è domandarti, tutte le mattine prima di iniziare a lavorare: “se oggi riuscissi a portare a termine uno solo tra i miei impegni, quale mi farebbe sentire soddisfatto e mi permetterebbe di addormentarmi, a fine giornata, col sorriso?”

2. L’importanza della pianificazione

Una volta individuate le tue priorità non ti resta che passare al secondo punto chiave, ovvero la “pianificazione”. Affrontare le giornate lavorative a braccio, con una vaga idea delle cose che devi fare e senza alcun tipo di programmazione non ti aiuterà a raggiungere i tuoi obiettivi.

La mancanza di pianificazione è una delle cause della procrastinazione. Tutti abbiamo dei compiti importanti da portare a termine per progredire nel lavoro. Il problema è che spesso sembrano troppo impegnativi o lunghi, e finiamo per accantonarli a fine giornata, dando la precedenza a incombenze più facili e veloci. Ciò che ci spinge a comportarci in questo modo è collegato alle nostre emozioni, al disagio che avvertiamo quando ci troviamo di fronte alle difficoltà.

Ci sentiamo sopraffatti, soccombiamo a quella sensazione di oppressione e ansia al pensiero di dover fare tutte quelle cose e finiamo con lo scoraggiarci di fronte alla montagna che si erge di fronte agli occhi della nostra mente. E quindi, per evitare di sentire tutte questa sensazioni negative, riempiamo il tempo con attività superflue, illudendoci di essere produttivi.

Come pianificare correttamente

Se hai seguito correttamente l’esercizio precedente, e hai individuato le tue priorità, a questo punto sarai in grado di determinare i singoli passi da compiere. Concentrarti su piccoli compiti quotidiani, collegati al tuo obiettivo finale, ti permetterà di raggiungere il tuo scopo senza soccombere alla pressione e indietreggiare nella tua zona di confort.

Il primo passo per creare una pianificazione funzionale è quella di conoscere quanto tempo nei compiti necessari a progredire nel tuo lavoro.
Sai quanto minuti ti occorrono per rispondere ad una mail? A scrivere un articolo nel tuo blog, o per inviare le tue fatture al commercialista?

Se la risposta è negativa, il mio consiglio è di monitorare, nei prossimi 15 giorni, il tempo che impieghi a svolgere ogni attività lavorativa (puoi farlo aiutandoti con semplici tool come Clockify ).
Questo ti servirà a pianificare le tue giornate di lavoro. Ricorda che non esiste una pianificazione giusta o sbagliata, o una che vada bene per tutti. Devi trovare quella adatta alle tue priorità e ai tuoi bisogni. Pianificare ti aiuterà a non perdere tempo in attività superflue e ad essere più produttivo mentre lavori.

Creare una pianificazione dettagliata di tutti i compiti da svolgere quotidianamente, utilizzando la massima precisione e individuando i tempi necessari per portarli a termine, farà aumentare di molto la tua soddisfazione e produttività. E a garantirti qualche ora di tempo libero!

3. Imparare a gestire le distrazioni

A questo punto ciò di cui hai bisogno è il terzo punto chiave: “imparare a gestire le distrazioni”.

Oggi la fonte principale delle nostre distrazioni sono i social network. Deleteri per la nostra salute fisica e mentale, per la nostra produttività e per il nostro tempo, li usiamo per sfuggire alle emozioni negative.
Sono annoiato? guardo Facebook. Sono ansioso per una scadenza? Scrollo Instagram. Mi sento stanco e stressato? Mi rilasso al telefono.

Gli studi sulle neuroscienze hanno verificato come l’uso costante e massiccio del telefono incida sulla nostra corteccia prefrontale. L’area anteriore del cervello adibita alla forza di volontà, all’attenzione, alla concentrazione, alla capacità di gestire le emozioni e controllare gli impulsi.

Non è un caso che siano aumentati i disturbi di ansia e depressione in coloro che spendono più di due ore al giorno sui social network. Sembra che un uso eccessivo possa portare a disturbi del sonno, stanchezza e in generale a una mancanza di motivazione.

La lista degli effetti indesiderati dovuti all’uso eccessivo del telefono è lunga, ma non voglio né spaventarti né annoiarti. Quello che voglio farti capire è che spetta solo a te prenderti cura della tua salute fisica e mentale.

Come gestire le distrazioni?

Devi cambiare le tue convinzioni:  

  • Stare 1 ora sui social network non ti rilassa né ti fa staccare la spina. Anzi, i continui stimoli sollecitano il cervello abbassando le prestazioni celebrali.
  • Non avrai più clienti pubblicando 24 ore su 24 contenuti che non hanno una strategia comunicativa. Non conta la quantità, ma la qualità.

Capito questo, è il momento della consapevolezza: monitora quanto tempo utilizzi il tuo smartphone, utilizzando app come Qualitytime (per Android) o Moment (per IPhone). Quante cose potresti fare se utilizzassi questo tempo in maniera produttiva?

Avere davanti a te il numero di ore perse ti aiuterà a trovare la motivazione per silenziare il telefono quando lavori. A non controllare compulsivamente le app, e a disattivarne le notifiche.
Non sei convinto? Ti invito a farlo per una settimana, e poi commentare questo post scrivendo i risultati ottenuti: sono sicura che sarai il primo ad esserne sorpreso!

Un ultimo consiglio

Quando senti l’impulso di cedere, sbloccare il telefono e abbandonarti ai social network fatti questa domanda: “Quanto sarei disposto a pagare per guardare questo video, oppure leggere questo post o spulciare questo profilo?”
Se non saresti disposto a investirvi denaro, perché dovresti farlo con il tuo tempo, risorsa ancora più preziosa e limitata?

Concludendo

Se sei arrivato alla fine di questo articolo, ora non ti resta che mettere in pratica quanto hai imparato! Ti assicuro che riuscirai a gestire meglio il tuo tempo, ad essere più produttivo e a sentirti meno stressato.
Ciò che rende il cambiamento reale ed effettivo è solamente l’azione, quindi se vuoi davvero migliorare il tuo rapporto con il tempo, beh, dipende solo da te.

Acquisire informazioni e consapevolezza è sicuramente il primo passo fondamentale verso il cambiamento, ma solamente tu, con il tuo modo di agire, puoi renderlo effettivo e duraturo.”

saa

Ti faccio un grande in bocca al lupo e buon lavoro!

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articolo Marketing

Content Marketing: cos’è e a cosa serve.

In questo articolo ti parlerò di content marketing, cos’è, a cosa serve, e perché è uno strumento fondamentale per la tua attività.

Cos’è il content marketing

Il content marketing è una strategia di marketing online basata sulla creazione e veicolazione di contenuti di valore. È utilizzato da aziende e liberi professionisti per stabilire relazioni con il loro pubblico di riferimento, aumentare le vendite e creare autorevolezza intorno al brand.

I contenuti

Nel dettaglio, per contenuti di valore si intende tutto ciò che può divertire, intrattenere e formare il tuo cliente ma allo stesso tempo cementificare la sua relazione con il tuo brand e spingerlo a compiere delle azioni, come ad esempio comprare i tuoi prodotti. Per farti un esempio pratico, prova a pensare ai contenuti che ti attraggono maggiormente.  Rimani più colpito da un contenuto ben studiato, magari ironico e amichevole, o da qualcosa di più generico e distaccato?

I contenuti possono essere di diverso tipo:

  • Testuali
    Vi rientrano i blog aziendali, gli articoli, guide, ebook, pdf scaricabili, dispense ed ogni tipo di risorsa testuale.
  • Immagini
    Fotografie, grafiche ed infografiche, slide, strisce umoristiche etc.
  • Video
    Brevi video pubblicitari, o informativi, come le storie di Instagram e Facebook. La creazione di brevi Tik Tok, o le live su diverse piattaforme quali Twitch e Youtube.
  • Audio
    Nell’ultimo periodo gli audio hanno iniziato a prendere sempre più piede, anche grazie al neonato Clubhouse, alle nuove funzioni di Telegram e al crescente utilizzo dei podcast.

L’importanza del content marketing

Offrire contenuti di qualità, oltre a darti la possibilità di creare relazioni proficue, ti permetterà di spendere meno in advertising. Un cliente colpito dai tuoi contenuti sarà più incline a parlarne con amici e conoscenti, fornendoti pubblicità a costo zero sotto forma di passaparola. Questo tipo di promozione è estremamente efficace, poiché proviene dall’esperienza diretta del cliente e sappiamo che la gente tende molto a seguire i consigli degli altri.

Content marketing e buyer personas

Essenziale per la creazione di contenuti di valore adatti al tuo pubblico, è conoscere e comprendere il tuo target di riferimento. Uno dei modi più semplici, ed efficaci, per raggiungere questo obiettivo è la creazione delle tue buyer personas.

Riassumendo velocemente, dovrai:

  • 1. Creare le tue buyer personas, cioè analizzare il tuo pubblico, segmentarlo e identificare i tuoi clienti ideali. Avendo ben chiaro chi sono, i loro desideri, gusti e abitudini, sarà molto più facile creare contenuti adatti a loro.
  • 2. Iniziare a creare contenuti di valore, scegliendo tra i formati che ti ho elencato precedentemente. Se ti rivolgi a degli imprenditori, ad esempio, potrebbe essere più indicato l’utilizzo di podcast da ascoltare in auto, mentre un pubblico molto giovane sarà più attratto da brevi video su piattaforme social. Capire qual è il media più adatto al tuo target è essenziale. So bene che potresti essere tentato di fare tutto da solo per risparmiare, personalmente ti suggerisco di chiedere consiglio a dei professionisti che possano aiutarti a creare contenuti più efficaci. Farlo ti garantirà maggiori conversioni, e quindi maggiori guadagni!
  • 3. Monitora i risultati: lo trovi noioso? Forse, ma è necessario. Sapere cosa ha colpito maggiormente i tuoi clienti ti aiuterà a creare contenuti ancora più efficaci e vincenti, e ti consentirà di risparmiare tempo tagliando invece tutto ciò che non funziona e non dà risultati.

Dove pubblicare i contenuti

Questione spinosa, che non ha una risposta unica! Dipende dal tipo di pubblico che vuoi raggiungere, dalla fascia di età a cui ti rivolgi e da tanti altri dettagli che puoi scoprire con un’adeguata profilazione. Immagino che questa risposta non ti abbia soddisfatto molto, vero? Ma è la realtà dei fatti: tutto dipende da chi sei e a chi ti rivolgi.

Eccoti una breve lista degli strumenti più efficaci:

  • Il blog
    È uno degli strumenti più utilizzati per raggiungere i propri clienti. Attento, non dovrai limitarti a crearlo e abbandonarlo a sé stesso, tutt’altro. Il mio consiglio è mantenerlo aggiornato con un minimo di due post al mese, e prestare sempre attenzione alla sezione commenti, così da essere sicuro di rispondere ad ogni dubbio o domanda dei tuoi clienti.
  • Le mailing list
    Se nel tempo sei riuscito a crearti un buon database di clienti, le mailing list possono essere uno strumento davvero vincente. Ricordati però di inviare messaggi ai tuoi clienti solo quando hai qualcosa da proporre loro, o un messaggio importante da trasmettergli. Dopotutto sai bene anche tu quanto può essere fastidioso ritrovarsi la casella e-mail intasata da messaggi inutili, e quanto sia facile esasperarsi ed etichettare tutto come spam. Non vorrai certo che i tuoi contenuti, creati con impegno e fatica, siano cestinati prima ancora di esser letti, no?
  • I social media
    Utilissimi per trovare nuovi clienti e mantenere i contatti con coloro che già ti conoscono, vanno però utilizzati con criterio. Due post a settimana possono essere sufficienti quando si parla di piccole e medie imprese. Ricorda che la quantità di contenuti oggi presenti sul web rende impossibile leggerli tutti, quindi meglio contare sulla qualità, che sulla quantità!

E tu, hai già iniziato a ideare la tua strategia di content marketing?